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Pensieri…

Forse non è un fascista come ha riportato il Financial Times in un recente articolo, ma sicuramente rappresenta un pericolo per l’Italia. Io aggiungerei: è un populista con forti connotazioni autoritarie; la quale considerazione, in fondo, mi spinge a credere che abbia preso molto dal fascismo.Se il fascismo ce l’aveva con gli Ebrei, Berluscono ce l’ha con gli immigrati. E poi, dimenticavo, è razzista: certo se Seedorf gioca nel Milan e fa 10 gol a stagione, può andare bene, è “un onesto lavoratore” per usare un’espressione tanto caro ad alcuni imprenditori del nostro Bel Paese…ma per gli altri non c’è motivazione che tenga, sono un rischio. Ma pensa te: migliaia di truzzi di chiarissima et nobilissima italica origine vorrebbero svegliarsi alle 4 di mattina, tutti i giorni, per raccogliere pomodori nei campi, fino al tramonto per avere 25 euro al giorno (sempra che metà o più non finisca nelle mani di qualche caporione, cosa peraltro possibilissima).

Poi c’è la questione Noemi sulla quale, francamente, se ne sta parlando troppo, attribuendole un’importanza maggiore di quanto non meriti. Ha mentito, questo è ovvio: ma è altrettanto vero che mente su tutto, anche sui suoi cari figlioli (ve la ricordate la puntata di Porta a Porta del 2000 su questioni ben più importanti che non siano i rapporti fra questo soggetto e la giovane ragazza?Il Pd avrebbe fatto meglio a dedicarsi alla sentenza sul caso Mills, magari aderendo alla proposta di Di Pietro, che cercava di chiedere (come dargli torto?) la sfiducia al Premier. Se l’Italia si sveglia dal suo torpore servile perché Berlusconi ha un’amante o una figlia segreta, francamente sarebbe una situazione molto imbarazzante: un po’ come se una squadra ultima in classifica riuscisse a battere la capolista con un autogol al 95° minuto. E, aggiungerei, solitamente simili “miracoli” sportivi non riescono sempre.

Questione modifica della legge sulla caccia: a 16 anni moschetto e baionet…ah, chiedo scusa, ho sbagliato io. A 16 anni cacciatore, dicevo, perché si sa, non è mai troppo presto per imparare! Ma per favore!!! Invece di favorire la diffusione delle armi da fuoco (sicuri che saranno poi utilizzate solo per dare la caccia alla povera bestia di turno? Io temo altro…) cerchino di salvaguardare quello che è rimasto, evitando magari che ci sia un solo lupo ogni 100 cinghiali. O peggio, evitando di far incrociare i cinghali italiani con quelli ungheresi, con il risultato che i nostri cinghiali aumentano in modo considerevole di peso e di forza, inducendo i lupi nostrani  a dedicarsi a prede ben più semplici da catturare (vedi pecore & Co.)

Scelte elettorali

Inizierò questo articolo affermando una verità piuttosto banale e che non avrebbe bisogno di ulteriori commenti: il voto è segreto e libero.

Ok.

Detto questo, mi contraddico subito: ho sempre votato partiti che gravitavano nell’area Ulivo – Partito Democratico. Li ho votati perché ho creduto che costituissero una valida alternativa alla destra populista, autoritaria e dal sapore fortemente nostalgico di “certi vecchi tempi” (che, beninteso, non sono quelli cari a ciascuno di noi della propria infanzia e adolescenza).

Questa volta, no

Non ho intenzione di utilizzare il mio diritto di voto per un partito che di sinistra non ha più niente. Già, ora che ci penso, neppure il nome.

Scrivere che il Partito Democratico ha perso, per l’ennesima volta, l’opportunità di formare nell’opinione pubblica una coscienza che contribuisse ad arrestare questo pericoloso scivolone autoritario verso il quale il nostro Paese, condotto dal suo prode condottiero, naviga tranquillamente, sarebbe inutile. Sarebbe inutile, davvero, se qualcuno, all’interno del PD, avesse colto una – solo una – delle innumerevoli occasioni per parlare, non per fare salotto. Per riconoscere che il Partito Democratico è diventato – tutt’al più – un partito moderatamente riformista, indeciso sulla sua caratterizzazione politica, incapace di offrire un messaggio che sia propositivo e sempre pronto a fare l’occhiolino a tutti i partiti italiani in base alle circostanze del momento.

Il Berlusca candida le sue donne? Benissimo: facciamolo anche noi, candidando una bella schedina (per inciso: fossi una donna, non la prenderei mica così bene ad essere chiamata in quel modo. La schedina, per chi non lo sapesse era – ed è ancora – un pezzo di carta sul quale apporre tanti 1, 2 X, nella speranza di vincere un bel po’ di soldi. Questa schedina di cui parlo, invece, anima con la sua beltà un programma di Raidue teoricamente dedicato al calcio. Ceerto, e poi c’è anche la marmotta che fabbrica le tavolette di cioccolato…

Ma questo, in fondo, non è neppure l’aspetto peggiore della vicenda. Perchè, in fondo, una bella ragazza non dovrebbe avere gli strumenti per poter essere eletta e far bene il suo lavoro. Non mettiamo mica limiti alla Provvidenzia, suvvia!

No, la questione più grave è un’altra. Che riguarda – o dovrebbe riguardare – la coscienza critica di ogni elettore che crede nei valori della sinistra. Quelli che contano per me, sono soprattutto i valori di ugualianza, tolleranza, promozione dello spirito collaborativo e non della competizione e salvaguardia dell’ambiente: valori che un partito di sinistra, soprattutto se vanta di essere democratico, dovrebbe ben conoscere e ben integrare.

Per la prima volta dal 1979, da quando cioè si corre per le elezioni europee, il più grande (come numero di iscritti, beninteso) partito di sinistra italiano (ah, già, dimenticavo: partito di centro-sinistra) ha dichiarato, attraverso le parole del suo segretario, che i membri eletti al suo interno non entreranno a far parte del PSE, ossia del Partito Socialista Europeo, che per chi non lo sapesse, è il partito nel quale siedono tutti i membri dei maggiori partiti di sinistra (questa volta non ho sbagliato, si tratta proprio di partiti di sinistra) degli altri Paesi Europei.

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/elezioni-2009-1/franceschini-pse/franceschini-pse.html

E’ il de profundis del centro sinistra italiano Un centro sinistra che, a partire dalle politiche dello scorso anno, è sembrato attingere ai suoi candidati come si fa con una lista della spesa: un industriale di qua, un operaio di là, così si accontentano tutto e tutti. Neppure le formazioni del fantacalcio si fanno con lo stesso criterio di opportunismo e di superficialità. Un centro sinistra che ha pensato bene di correre da solo, mentre il suo leader scriveva lettere al Berlusca, esortandolo ad una competizione onesta e leale. Blurp: scusate, ma sto vomitando, datemi un attimo per ripendermi.

Per fortuna, mi sembra che qualcosa a sinistra si muova (anche in questo caso non si tratta di un errore: parlo di una sinistra che, almeno, ha il coraggio di dichiararsi tale: Sinistra e Libertà). Il risultato sarà quello che è: non sono ottimista e la soglia del 4% è ardua da raggiungere. Ma la mia coscienza di elettore, almeno, avrà la sua vittoria: il mio sarà un voto convinto. Da qualche parte dobbiamo anche iniziare, per dare uno scossone a questa Italia.

http://www.sinistraeliberta.it/

Se la vostra risposta è , date un’occhiata a questa carta…e non pensate che l’abbiano disegnata no-global o cattivi comunisti…la fonte è statunitense. Già, proprio così. Meditate gente, meditate..

Libertà di stampa nel mondo

Le nubi si addensano…

In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad una nuova pericolosa manovra del Presidente del Consiglio, il quale, non ancora soddisfatto delle millemila leggi ad personam, si è buttato sul campo dell’etica, deciso a dar lezione – proprio lui, ahinoi – su qualcosa che non gli è proprio, almeno finché non decide di impossessarsene per farla propria. A proprio vantaggio e beneficio, si intende. Strumentalizzare il dolore di un altro uomo e la sofferenza di una donna, infatti, non è un fine; semmai un mezzo. Per cosa? Per tastare, toccare, verificare. Cosa succederebbe se…Un’Italia autoritaria? Si può fare di meglio, in fondo. Una Repubblica Presidenziale? fuochino. Una Repubblica Presidenziale presieduta da lui medesimo? Ecco, questo va bene. Ma agli italiani, garba/garberà? Testiamo, testiamo le loro reazioni. Una sentenza regolarmente emessa da un organo della Repubblica, come la Corte Costituziona rappresenta l’occasione giusta per dare una risposta alla questione. Volete che, in barba al diritto costituzionale e alla legittima richiesta di un cittadino italiano che chiede giustizia – perché, in altri tempi, così sarebbe stata chiamata – per sua figlia, la questione si liquidi con un decreto legge? Massì gli italiani ipocriti, che costituiscono una buona fetta della popolazione, accetterebbero di buon grado, invocando il nuovo miracolo del Cavaliere…e poi, diciamo la verità, se qualche prelato afferma che “è necessario ogni mezzo” per salvare una vita umana, senza tener conto che la definizione di vita umana richiederebbe maggior rispetto e comprensione – oltre che una certa oggettività – allora siamo a cavallo. Il Presidente della Repubblica non firma? Allora si cambia la Costituzione! Ma, fermi tutti, un colpevole c’è. Si tratta della Costituzione, Signori Miei, una Costituzione scritta dai cattivi mostri mangia bambini comunisti. Scattono le firme, si moltiplica lo sdegno, la Costituzione non è ancora morta. Boom!!! Scoppia la tempesta, anzi no.  Si scopre che gli italiani, nonostante l’estremo squallore dei mezzi di comunicazione, non sono così tramortiti dallo spettacolo di nani e ballerine. Si farà un disegno di legge, allora, qualcosa che possa far capire agli italiani che il Premier c’è, che non è insensibile alla questione etica. Bisogn affrettare i tempi, un tema così delicato come il testamento biologico appassiona gli italiani. Ed il progetto di scavalcare Costituzione e Presidente della Repubblica? Che fine ha fatto?

Le nubi si addensano…scoppierà il temporale?

Dimenticare la storia…

Siccome al peggio non c’è mai fine…leggete un po’ di questa bella iniziativa del governo…

Con la proposta di legge presentata il 23 giugno 2008, si vorrebbe istituire l’Ordine del Tricolore per attribuire un riconoscimento a coloro che hanno combattuto la seconda guerra mondiale, in modo analogo a quanto accaduto nei confronti dei reduci della prima guerra mondiale. Dalla proposta cito questo passo: “L’istituzione dell’”Ordine del Tricolore” deve essere considerata un atto dovuto, da parte del nostro Paese, verso tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della “bontà” della loro lotta per la rinascita della Patria. Non si intende (…) sacrificare la verità storica di una feroce guerra civile (sic! e dagli con la guerra civile! Ma Pavone ha parlato anche di guerra di liberazione, non lo sapevate?) sull’altare di una memoria comune, ma riconoscere, con animo ormai pacificato, la pari dignità di una partecipazione al conflitto avvenuta in uno dei momenti più drammatici e difficili da interpretare della storia d’Italia; nello smarrimento generale, anche per omissioni di responsabilità (sic! chi non volle, preferì lasciarsi catturare e finire nei lager nazisti…ma anche questo particolare sembra essere stato dimenticato) molti combattenti (…) ritennero onorevole la scelta a difesa del regime (sic! bravi, bravi, bravi!!!)

Il discorso continua, con le solite espressioni ampollose e retoriche delle quali la politica ama fare abuso quando deve dar sfoggio di una cultura che non possiede e all’articolo 2, punto A troviamo, finalmente, i destnarti di questa pregevole iniziativa:

a) a coloro che hanno prestato servizio militare per almeno sei mesi, nelle Forze armate italiane (…) a coloro che hanno fatto parte delle formazioni armate partigiane o gappiste (…) oppure delle formazioni che facevano riferimento alla Repubblica sociale italiana.

Così, abbiamo equiparato partigiani a repubblicani. Ottimo tentativo di revisione storica. Massì, in fondo aver combattuto per un governo totalmente illegittimo, procalamato in nome di un’alleanza, ormai equiparata al grado di sottomissione, alla Germania nazista, equivale ad aver combattuto per l’Italia libera e democratica. Peraltro, all’inizio della pagina 2, i partigiani vengono definiti come coloro che “si schierarono con la parte avversa “liberatrice” pensando di contribuire a una rinascita democratica, non lontana, della loro Patria”…Mi piacerebbe tanto sapere cosa intendevano questi bravi parlamentari quando scrivevano di “parte avversa liberatrice”  “rinascita democratica non lontana della loro Patria”: vuol forse dire che non si ritengono appartenenti alla medesima patria? Se così fosse, farebbero un grande favore alla Nazione se abbandonassero i seggi su cui siedono per andare a raccontare bugie altrove: l’Italia, fortunatamente, non è solo il Partito delle Libertà…chissà quali sono poi queste libertà, mah…

Lettera alla Befana…

Mi è stata girata questa email dalla SISSCO (Società Italiana che si occupa dello studio della Storia Contemporanea) e non ho potuto fare a meno di riportarla…

Cara Befana,


come sai sono un Ricercatore universitario e quest’anno avrei tanto bisogno di qualche bel dono.

Il regalo più grande che ti chiedo è la possibilità di fare ricerca, cioè di fare il mio lavoro. In realtà, questo non sarebbe un regalo solo per me, ma anche per tutti i Ricercatori italiani, anzi per tutto il Paese, perché il suo sviluppo è sempre più connesso alla capacità di innovare. Per questo vorrei che la quantità di finanziamenti per la ricerca fosse adeguata agli standard degli altri Paesi europei; non solo, vorrei anche che i finanziamenti venissero erogati con continuità, con tempi e con modalità certe: davvero non vorrei più vedere i vari governi utilizzare i fondi per la ricerca e l’Università per coprire ogni tipo di buco di bilancio.

Un altro grande regalo che ti chiedo è di portare nuove regole per l’Università, che però non siano orientate solo alla riduzione dei costi, ma soprattutto alla valorizzazione di ciò che c’è di buono, perché così si fa crescere il Paese. Vorrei regole volte a innescare un processo di rinnovamento positivo e capaci di indurre chi in Università ha potere decisionale a compiere scelte responsabili.

Vorrei che regole chiare, basate su criteri internazionali governassero anche la mia carriera: vorrei che questa dipendesse dal mio lavoro e non dagli scambi di favori tra “baroni” e nemmeno dagli stanziamenti a singhiozzo del Ministero, perché in questi casi la frustrazione che si prova non aiuta certo a fare della buona ricerca.

Cara Befana, vorrei chiederti anche un regalo per i giovani di talento che si stanno chiedendo se valga la pena intraprendere la carriera della ricerca o meno. Mi piacerebbe che almeno loro potessero essere certi che un buon curriculum apre molte porte, anche in una sede diversa da quella in cui sono “cresciuti”, perché non è la “fedeltà” al proprio Professore la caratteristica più importante per fare Ricerca. Vorrei anche poter dire loro che, se riusciranno a intraprendere questa carriera, potranno percepire uno stipendio dignitoso e realizzare così il loro progetto di vita pur non essendo ricchi di famiglia.

Vorrei che le nuove assunzioni di Ricercatori venissero effettuate in base ad una programmazione responsabile della ricerca e della didattica e vorrei che i nuovi Ricercatori avessero a disposizione uno spazio di laboratorio e i fondi per allestirlo. Vorrei che i loro successi portassero lustro alla sede universitaria che li ha scelti, anche in termini di maggiori finanziamenti pubblici e privati.

Per concludere, mia cara Befana, vorrei proprio che per il 2009 ci portassi una buona riforma dell’Università.

Un Gruppo di Ricercatori dell’Università degli Studi di Milano

“Gli ecclesiastici devono dirci in che cosa consista la differenza tra chi è rimasto nel mondo e chi lo ha lasciato. Forse la differenza sta solo nel fatto che questi ultimi non portano armi e non si sposano apertamente? C’è da chiedersi anche se sia legittimo che chi ha lasciato il mondo miri a moltiplicare in tutti i modi possibili i propri possedimenti, con la minaccia dell’inferno e la promessa del paradiso, derubando nel nome di Dio o di qualche santo ricchi facoltosi e poveri crudeloni, privando i legittimi eredi dell’eredità, così da rovinare la gente e farne dei malfattori. E cosa dire di coloro che mettono le ossa e le reliquie di un santo in un luogo adatto e vi costruiscono chiese, per le quali pretendono offerte? C’è davvero da chiedersi quanto sia sincero l’abbandono del mondo da parte di chi si lascia sedurre dalla cupidigia di possesso, tanto dal compiere spergiuri o dire il falso, da appoggiare balivi ingiusti e privi di scrupoli, al solo scopo di impadronirsi brutalmente di qualcosa.”

“Quando mi salta il ticchio, per quattro marchi vado al Museo di Storia Naturale, dove posso vedere le specie animali estinte. Poi esco, e guardo quelle in via di estinzione. Gratis”.

Anonimo poeta tedesco, 1994

Hobbiton XV

E siamo arrivati alla Hobbiton numero XV…come passa il tempo!

E ricordate! Barga è fresca…ma taaanto fresca:-P

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