Siccome al peggio non c’è mai fine…leggete un po’ di questa bella iniziativa del governo…
Con la proposta di legge presentata il 23 giugno 2008, si vorrebbe istituire l’Ordine del Tricolore per attribuire un riconoscimento a coloro che hanno combattuto la seconda guerra mondiale, in modo analogo a quanto accaduto nei confronti dei reduci della prima guerra mondiale. Dalla proposta cito questo passo: “L’istituzione dell’”Ordine del Tricolore” deve essere considerata un atto dovuto, da parte del nostro Paese, verso tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della “bontà” della loro lotta per la rinascita della Patria. Non si intende (…) sacrificare la verità storica di una feroce guerra civile (sic! e dagli con la guerra civile! Ma Pavone ha parlato anche di guerra di liberazione, non lo sapevate?) sull’altare di una memoria comune, ma riconoscere, con animo ormai pacificato, la pari dignità di una partecipazione al conflitto avvenuta in uno dei momenti più drammatici e difficili da interpretare della storia d’Italia; nello smarrimento generale, anche per omissioni di responsabilità (sic! chi non volle, preferì lasciarsi catturare e finire nei lager nazisti…ma anche questo particolare sembra essere stato dimenticato) molti combattenti (…) ritennero onorevole la scelta a difesa del regime (sic! bravi, bravi, bravi!!!)
Il discorso continua, con le solite espressioni ampollose e retoriche delle quali la politica ama fare abuso quando deve dar sfoggio di una cultura che non possiede e all’articolo 2, punto A troviamo, finalmente, i destnarti di questa pregevole iniziativa:
a) a coloro che hanno prestato servizio militare per almeno sei mesi, nelle Forze armate italiane (…) a coloro che hanno fatto parte delle formazioni armate partigiane o gappiste (…) oppure delle formazioni che facevano riferimento alla Repubblica sociale italiana.
Così, abbiamo equiparato partigiani a repubblicani. Ottimo tentativo di revisione storica. Massì, in fondo aver combattuto per un governo totalmente illegittimo, procalamato in nome di un’alleanza, ormai equiparata al grado di sottomissione, alla Germania nazista, equivale ad aver combattuto per l’Italia libera e democratica. Peraltro, all’inizio della pagina 2, i partigiani vengono definiti come coloro che “si schierarono con la parte avversa “liberatrice” pensando di contribuire a una rinascita democratica, non lontana, della loro Patria”…Mi piacerebbe tanto sapere cosa intendevano questi bravi parlamentari quando scrivevano di “parte avversa liberatrice” “rinascita democratica non lontana della loro Patria”: vuol forse dire che non si ritengono appartenenti alla medesima patria? Se così fosse, farebbero un grande favore alla Nazione se abbandonassero i seggi su cui siedono per andare a raccontare bugie altrove: l’Italia, fortunatamente, non è solo il Partito delle Libertà…chissà quali sono poi queste libertà, mah…