In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad una nuova pericolosa manovra del Presidente del Consiglio, il quale, non ancora soddisfatto delle millemila leggi ad personam, si è buttato sul campo dell’etica, deciso a dar lezione – proprio lui, ahinoi – su qualcosa che non gli è proprio, almeno finché non decide di impossessarsene per farla propria. A proprio vantaggio e beneficio, si intende. Strumentalizzare il dolore di un altro uomo e la sofferenza di una donna, infatti, non è un fine; semmai un mezzo. Per cosa? Per tastare, toccare, verificare. Cosa succederebbe se…Un’Italia autoritaria? Si può fare di meglio, in fondo. Una Repubblica Presidenziale? fuochino. Una Repubblica Presidenziale presieduta da lui medesimo? Ecco, questo va bene. Ma agli italiani, garba/garberà? Testiamo, testiamo le loro reazioni. Una sentenza regolarmente emessa da un organo della Repubblica, come la Corte Costituziona rappresenta l’occasione giusta per dare una risposta alla questione. Volete che, in barba al diritto costituzionale e alla legittima richiesta di un cittadino italiano che chiede giustizia – perché, in altri tempi, così sarebbe stata chiamata – per sua figlia, la questione si liquidi con un decreto legge? Massì gli italiani ipocriti, che costituiscono una buona fetta della popolazione, accetterebbero di buon grado, invocando il nuovo miracolo del Cavaliere…e poi, diciamo la verità, se qualche prelato afferma che “è necessario ogni mezzo” per salvare una vita umana, senza tener conto che la definizione di vita umana richiederebbe maggior rispetto e comprensione – oltre che una certa oggettività – allora siamo a cavallo. Il Presidente della Repubblica non firma? Allora si cambia la Costituzione! Ma, fermi tutti, un colpevole c’è. Si tratta della Costituzione, Signori Miei, una Costituzione scritta dai cattivi mostri mangia bambini comunisti. Scattono le firme, si moltiplica lo sdegno, la Costituzione non è ancora morta. Boom!!! Scoppia la tempesta, anzi no. Si scopre che gli italiani, nonostante l’estremo squallore dei mezzi di comunicazione, non sono così tramortiti dallo spettacolo di nani e ballerine. Si farà un disegno di legge, allora, qualcosa che possa far capire agli italiani che il Premier c’è, che non è insensibile alla questione etica. Bisogn affrettare i tempi, un tema così delicato come il testamento biologico appassiona gli italiani. Ed il progetto di scavalcare Costituzione e Presidente della Repubblica? Che fine ha fatto?
Le nubi si addensano…scoppierà il temporale?