Inizierò questo articolo affermando una verità piuttosto banale e che non avrebbe bisogno di ulteriori commenti: il voto è segreto e libero.
Ok.
Detto questo, mi contraddico subito: ho sempre votato partiti che gravitavano nell’area Ulivo – Partito Democratico. Li ho votati perché ho creduto che costituissero una valida alternativa alla destra populista, autoritaria e dal sapore fortemente nostalgico di “certi vecchi tempi” (che, beninteso, non sono quelli cari a ciascuno di noi della propria infanzia e adolescenza).
Questa volta, no
Non ho intenzione di utilizzare il mio diritto di voto per un partito che di sinistra non ha più niente. Già, ora che ci penso, neppure il nome.
Scrivere che il Partito Democratico ha perso, per l’ennesima volta, l’opportunità di formare nell’opinione pubblica una coscienza che contribuisse ad arrestare questo pericoloso scivolone autoritario verso il quale il nostro Paese, condotto dal suo prode condottiero, naviga tranquillamente, sarebbe inutile. Sarebbe inutile, davvero, se qualcuno, all’interno del PD, avesse colto una – solo una – delle innumerevoli occasioni per parlare, non per fare salotto. Per riconoscere che il Partito Democratico è diventato – tutt’al più – un partito moderatamente riformista, indeciso sulla sua caratterizzazione politica, incapace di offrire un messaggio che sia propositivo e sempre pronto a fare l’occhiolino a tutti i partiti italiani in base alle circostanze del momento.
Il Berlusca candida le sue donne? Benissimo: facciamolo anche noi, candidando una bella schedina (per inciso: fossi una donna, non la prenderei mica così bene ad essere chiamata in quel modo. La schedina, per chi non lo sapesse era – ed è ancora – un pezzo di carta sul quale apporre tanti 1, 2 X, nella speranza di vincere un bel po’ di soldi. Questa schedina di cui parlo, invece, anima con la sua beltà un programma di Raidue teoricamente dedicato al calcio. Ceerto, e poi c’è anche la marmotta che fabbrica le tavolette di cioccolato…
Ma questo, in fondo, non è neppure l’aspetto peggiore della vicenda. Perchè, in fondo, una bella ragazza non dovrebbe avere gli strumenti per poter essere eletta e far bene il suo lavoro. Non mettiamo mica limiti alla Provvidenzia, suvvia!
No, la questione più grave è un’altra. Che riguarda – o dovrebbe riguardare – la coscienza critica di ogni elettore che crede nei valori della sinistra. Quelli che contano per me, sono soprattutto i valori di ugualianza, tolleranza, promozione dello spirito collaborativo e non della competizione e salvaguardia dell’ambiente: valori che un partito di sinistra, soprattutto se vanta di essere democratico, dovrebbe ben conoscere e ben integrare.
Per la prima volta dal 1979, da quando cioè si corre per le elezioni europee, il più grande (come numero di iscritti, beninteso) partito di sinistra italiano (ah, già, dimenticavo: partito di centro-sinistra) ha dichiarato, attraverso le parole del suo segretario, che i membri eletti al suo interno non entreranno a far parte del PSE, ossia del Partito Socialista Europeo, che per chi non lo sapesse, è il partito nel quale siedono tutti i membri dei maggiori partiti di sinistra (questa volta non ho sbagliato, si tratta proprio di partiti di sinistra) degli altri Paesi Europei.
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/elezioni-2009-1/franceschini-pse/franceschini-pse.html
E’ il de profundis del centro sinistra italiano Un centro sinistra che, a partire dalle politiche dello scorso anno, è sembrato attingere ai suoi candidati come si fa con una lista della spesa: un industriale di qua, un operaio di là, così si accontentano tutto e tutti. Neppure le formazioni del fantacalcio si fanno con lo stesso criterio di opportunismo e di superficialità. Un centro sinistra che ha pensato bene di correre da solo, mentre il suo leader scriveva lettere al Berlusca, esortandolo ad una competizione onesta e leale. Blurp: scusate, ma sto vomitando, datemi un attimo per ripendermi.
Per fortuna, mi sembra che qualcosa a sinistra si muova (anche in questo caso non si tratta di un errore: parlo di una sinistra che, almeno, ha il coraggio di dichiararsi tale: Sinistra e Libertà). Il risultato sarà quello che è: non sono ottimista e la soglia del 4% è ardua da raggiungere. Ma la mia coscienza di elettore, almeno, avrà la sua vittoria: il mio sarà un voto convinto. Da qualche parte dobbiamo anche iniziare, per dare uno scossone a questa Italia.
http://www.sinistraeliberta.it/